Chiesa di S. Quirico o di S. Maria del Carmine

Descrizione

Tipico esempio di edificio religioso prediletto dagli ordini religiosi (in questo caso carmelitano).

Dove

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Tipico esempio di edificio religioso prediletto dagli ordini religiosi (in questo caso carmelitano), con schema ad aula unica ed arcate a sesto rialzato, di forma decisamente slanciata, portale a cornice semilunata, come si può osservare in alcune chiese del tardo ‘400 locale attribuite all’architetto Alberto Comanedi, a quel tempo dimorante in Gavardo. L’intitolazione originaria è a S. Quirico, anche se nel corso del XVIII sec. prevale quella alla Madonna del Carmine. Tra le ipotesi di fondazione della chiesa trova buona probabilità quella che riconduce alla potente famiglia gavardese dei Medici alla quale appartiene anche un frate carmelitano, Francesco, morto a Parigi nel 1496. La chiesa con annesso piccolo conventino, di cui si conserva il suggestivo antico pozzo sotto il portico d’entrata, vengono chiusi e venduti per ordine della Serenissima verso il 1651/5 ma la chiesa risulta officiata anche dopo e mantenuta con elemosine dei fedeli locali. All’interno si conservano pregevoli testimonianze pittoriche a fresco eseguite tra fine ‘400 e inizi ‘500 a partire dal magnifico riquadro che funge da pala dell’altare maggiore con la Madonna col Bambino sulle ginocchia indicante S. Quirico su di un piedistallo e i Ss. Giulitta, Sebastiano e Rocco e più in alto una Crocifissione con Madonna e S. Giovanni. Sulla parete destra dell’aula un inconsueto Martirio di S. Lucia da parte di aguzzini vestiti “all’ebrea” e a seguire alcuni riquadri affrescati dall’artista locale più affermato del momento Giovanni da Ulma di Salò e altri dal pittore forse legato al precedente dalla stessa formazione artistica denominato “maestro di Solarolo”, operante nel corso dei primi lustri del ‘500. Di indubbio interesse sono anche i grandi dipinti su tela d’intento prettamente devozionale e didascalico appesi alle pareti di cui non si conosce l’originaria provenienza: la Visione di S. Francesco sul letto di morte, d’ambito gandiniano, della prima metà del XVII sec., il Transito di S. Francesco, il Transito della Vergine e il Trasporto del corpo della Vergine recentemente attribuiti al pittore di influenza barbelliana Giacomo Ferabosco. L’elenco si completa con una dignitosa copia seicentesca del celebre Cristo in passione e l’angelo del Moretto.

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Ultimo aggiornamento

lun 19 feb, 2024 9:43 am

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